Mer. Set 28th, 2022

Perchè il cibo italiano è il più amato al mondo

Il cibo italiano è il migliore del mondo ed infatti è il più imitato. Abbiamo un patrimonio gastronomico talmente variegato da far invidia a chiunque

Perchè il cibo italiano è il più amato al mondo?

Tra i tanti driver di questo successo c’è sicuramente la dieta mediterranea, sempre più apprezzata all’estero, di cui il cibo italiano ne costituisce l’ossatura. Il nostro vino è sempre più richiesto, infatti è tra i prodotti più esportati.

In Europa siamo il Paese leader del biologico con oltre 60 mila aziende agricole BIO, puntiamo alla salvaguarda delle nostre tipicità come non fa nessuno grazie alle 40 mila aziende agricole impegnate nel custodire semi o piante a rischio di estinzione.
Ma una cosa che molti ignorano è che l’Italia vanta inoltre il primato della sicurezza alimentare mondiale, con il maggior numero di prodotti agroalimentari con residui chimici regolari (99,4%).

Questo lo sanno bene anche i consumatori italiani che sono quelli più attenti al Made in Italy. Secondo l’indagine Coldiretti/Ixe, il cibo italiano è un valore aggiunto importante:

Se stai organizzando un viaggio in Italia, aggiungi questi borghi ricchi di fascino alla tua lista dei desideri.

L’Italia è disseminata di innumerevoli scenari da cartolina, tra cui spiccano gli idilliaci borghi e comuni che abbiamo scelto per te. 

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L’Italia a tavola

Uno dei punti di forza del cibo italiano risiede nel luogo dove si consuma il pasto. Per gli italiani, la tavola diventa un momento di giovialità e condivisione. Tra un boccone e l’altro, si trasmettono i valori alimentari, si impara il piacere al gusto e, attraverso di essi, si trasmette la propria cultura. Stare a tavola, per un italiano, vuol dire anche famiglia, gioia e amore. Il cibo diventa uno strumento di comunicazione e non un semplice nutrimento.

Prodotti vinicoli:

DOC, DOCG e IGT

La dicitura DOC indica Denominazione di Origine Controllata. Questo marchio serve ad indicare la zona delle uve raccolte ed utilizzate per la realizzazione di un determinato vino caratterizzato da precise qualità organolettiche e gradazione.La dicitura DOCG indica la Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Questo marchio riguarda l’identificazione della provenienza geografica solo di alcuni vini di particolare pregio che, da almeno 5 anni, sono classificati come DOC.La dicitura IGT si riferisce all’Indicazione Geografica Tipica. Questo marchio serve per indicare i migliori vini da tavola ottenuti solo da aree di produzione vinicola di dimensioni significative e più ampie rispetto ai vini DOC e DOCG. Infatti, dalla denominazione IGT sono esclusi i nomi di Regioni o zone utilizzate per le DOCG o le DOC.

Le denominazioni DOC e DOCG rientrano nella categoria europea DOP, mentre quella IGT rientra nell’IGP.

Quasi i 2/3 degli italiani sono disponibili a pagare almeno fino al 20% in più pur di garantirsi l’italianità del prodotto che si portano a tavola.

Sull’agropirateria e sulle agromafie è necessario un giro di vite. Ben venga la proposta di riforma dei reati alimentari presentata da Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell’Osservatorio Agromafie promosso dalla Coldiretti. La riforma Caselli – spiega la Coldiretti – prevede un rafforzamento dell’articolo 517 del Codice Penale sull’uso di nomi, marchi o segni distintivi nazionali o esteri atti a indurre in inganno il compratore sull’origine, la provenienza o la qualità dell’opera o del prodotto.

Come il fumetto l’Uomo Ragno, anche noi dovremmo ricordare che “da un grande potere derivano grandi responsabilità.”

Abbiamo il dovere di sostenere le nostre migliori esperienze produttive e di tutelare il Made in Italy, con una filiera etica e sostenibile. E’ necessario garantire la trasparenza in tutta la catena alimentare, l’origine della materia prima, la produzione e i metodi di trasformazione. Etica, trasparenza, sostenibilità, sono i 3 valori fondamentali per mantenere il prestigio del cibo italiano.

Ne va della riconoscibilità del nostro Paese nel mondo, ne va dei sacrifici dei nostri predecessori, ne va dei tanti giovani che è bene che facciano le loro esperienze formative anche all’estero per poi tornare in Italia ed essere motore propulsivo di idee, competenze e sviluppo per la nostra terra.

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