Gio. Nov 24th, 2022

Il Tartufo

Il Tartufo Bianco d`Alba chiamato anche “Tuber Magnatum Pico” è considerato il Tartufo più pregiato dai Gourmet in tutto il Mondo. Il Tartufo Bianco d`Alba viene raccolto nei Territori delle Langhe, Roero e Monferrato, non è un tubero coltivabile ed è una sentinella naturale del Territorio.

 

Descrizione

Il tartufo bianco pregiato presenta un corpo fruttifero di forma globosa e disomogenea, che si differenzia in base al grado di morbidezza del terreno. Se, infatti, quest’ultimo è duro, il Tuber Magnatum Pico sarà più irregolare; se il suolo è soffice, la superficie del prodotto è più uniforme e il suo valore commerciale aumenta in misura notevole. Le dimensioni sono a loro volta variabili, in quanto in alcuni casi corrispondono a 2-3 cm, in altri a 9-10 cm o anche di più. Il peridio, ossia la parte esterna, è liscio e contraddistinto da un colore compreso tra il crema e il giallo-ocra. La gleba, ovvero la polpa interna, è bianca o giallina con chiazze marrone-rossastro dovute all’età. Il sapore del Tuber Magnatum Pico è inconfondibile, lievemente piccante, e ricorda in un certo qual modo quello dei formaggi stagionati come il grana. L’odore è deciso, di gran lunga più aromatico rispetto a quello degli altri tartufi: anche per questo motivo è ritenuto più raffinato, ed è tanto apprezzato dagli amanti della buona tavola.

Il prezzo Il Tuber Magnatum Pico è la varietà di tartufo più preziosa in assoluto. Un esemplare di 100 g circa può comportare una spesa di 450-500 euro. Non è un caso che tale fungo sia chiamato anche, in maniera emblematica, “oro bianco”. È possibile reperirlo sia nei negozi fisici presenti nelle zone di raccolta che sugli e-commerce online, come ad esempio sul negozio abruzzese Il Tartufo, dove è possibile acquistare a prezzi molto convenienti diverse tipologie di tartufo tutto l’anno, tra cui anche il tartufo bianco presente da fine settembre ai primi di gennaio.

 

Stagionalità

 La fase di massima maturazione del tartufo bianco pregiato va da settembre a dicembre, talvolta fino agli inizi di gennaio. Il clima privilegiato è quello temperato, con inverni non troppo freddi, estati fresche e sufficiente umidità. In Piemonte, la raccolta si svolge tra il 21 settembre e il 31 gennaio. Ci si concentra soprattutto sulle zone boschive e vicine ai fiumi, in particolare nei pressi di alberi come il pioppo, il salice, il tiglio e il nocciolo. Al contrario, nelle aree soggette a siccità non si svilupperà mai il tartufo bianco pregiato.

Tartufo d’Alba: un po’ di storia!

La fortuna dei tartufi piemontesi, e di quello d’Alba in particolare, inizia grazie ad un ristorato albese: Giacomo Morra, che ne volle fare il simbolo di manifestazione che attirasse sul Piemonte e sulle Langhe in particolare, l’attenzione non solo dell’Italia, ma di tutto il mondo. Nel 1929 questo signore dotato di grande spirito imprenditoriale e di passione per la sua terra, pubblicizzò il Tartufo Bianco all’interno della Fiera d’Alba, esponendovi i migliori tartufi raccolti e riscuotendo un grandissimo successo. Pensate che regalò addirittura l’esemplare più grande raccolto alla famosissima diva Rita Hayworth, inaugurando una tradizione in cui ogni anno i migliori esemplari venivano regalati a personaggi importanti dello spettacolo e della politica, contribuendo ad alimentare il mito dei tartufi piemontesi. Pensate che nel 1936 la Fiera del Tartufo d’Alba fu inaugurata da Umberto di Savoia, e nel 1937 da Pietro Badoglio! La Fiera subì una battuta d’arresto dal ’42 al ’45, a causa della Seconda Guerra Mondiale; poi gli appuntamenti annuali ricominciarono e continuano tutt’ora, monopolizzando l’attenzione di estimatori provenienti da tutto il mondo.